Normandia · Diario di viaggio
Ci sono posti che sembrano usciti da un vecchio film. Deauville e Trouville sono così: due cittadine affacciate sulla Manica, separate soltanto da un piccolo fiume, la Touques, e da un ponte che si attraversa in pochi minuti a piedi.
Eppure sono diversissime. Deauville è la signora elegante, tutta ombrelloni colorati, boutique e grandi alberghi. Trouville è la sorella più spontanea, con il porto dei pescatori, le ville d’epoca e quel profumo di mare che ti accoglie appena arrivi.
Io le ho amate tutte e due, e oggi vi porto con me a scoprirle.

La signora eleganteDeauville, l’eleganza in riva al mare
Il cuore di Deauville sono Les Planches, la lunga passerella di legno che corre sulla spiaggia. Si cammina tra le cabine bianche, ognuna con il nome di una star del cinema americano: un omaggio al Festival del Cinema Americano che ogni settembre porta qui attori e registi da tutto il mondo. Cercare il nome del proprio attore preferito diventa un gioco irresistibile.
Poi ci sono loro, i parasole colorati, piantati in file ordinate sulla sabbia. Sono il simbolo di Deauville e in estate trasformano la spiaggia in una tavolozza di colori. Anche fuori stagione la spiaggia ha un fascino tutto suo, con la luce morbida della Normandia e i cavalli che a volte si allenano sulla battigia.

Deauville è anche la città dove Coco Chanel aprì una delle sue prime boutique, all’inizio del Novecento. Qui la moda si respira ancora oggi: passeggiare tra le vetrine del centro, davanti alle case a graticcio in stile normanno, è già un piccolo viaggio nel tempo.
Le mie tappe del cuore a Deauville
- una passeggiata su Les Planches al tramonto
- un caffè davanti al Casinò e ai grandi hotel della Belle Époque
- il mercato coperto, con formaggi, sidro e Calvados della Normandia
- una corsa all’ippodromo, se capitate nel periodo giusto

Il mio angolo del cuoreLes Franciscaines, la biblioteca nell’ex convento
C’è un luogo a Deauville che non ti aspetti, e che per me è stato una vera sorpresa. Si chiama Les Franciscaines ed è un antico convento dell’Ottocento, riaperto nel 2021 e trasformato in uno spazio dedicato alla cultura.
Dentro si passa liberamente dalla biblioteca alle sale delle mostre, tra libri, quadri, cinema e fotografia. Il posto più magico è il chiostro, pieno di luce, dove sedersi con un libro e lasciare che il tempo rallenti. C’è anche un piccolo museo dedicato al pittore André Hambourg, innamorato di questa costa.
E quando arriva la fame ci si ferma al café-ristorante, che si chiama ancora “réfectoire”, proprio come la sala dove un tempo mangiavano le suore. Un dettaglio che mi ha fatto sorridere.
Info utili: Avenue de la République, a pochi passi dal centro. Chiuso il lunedì; orari e mostre del momento su lesfranciscaines.fr.

Un grazie doveroso ad Atout France per la splendida ospitalità durante questo fam trip. Eccomi qui con la nostra coordinatrice Francesca Minniti e altri ospiti del settore. Grazie di cuore anche alla biblioteca Les Franciscaines e all’ente del turismo del Calvados per averci accolto con tanto calore.


La sorella spontaneaTrouville, l’anima autentica
Basta attraversare il ponte e l’atmosfera cambia. Trouville è più antica, più vivace, più “vera”. Qui la giornata comincia al porto, quando i pescherecci rientrano e il mercato del pesce si riempie di voci, ostriche, gamberetti grigi e capesante. Prendetevi un piatto di frutti di mare e mangiatelo lì, con vista sulle barche: è uno di quei momenti che porterete a casa nel cuore.

Lungo il mare si affacciano le ville della Belle Époque, con torrette, balconi in legno e colori pastello. Sono le case delle famiglie parigine che, a metà Ottocento, scoprirono questa costa e la resero di moda.
Trouville ha sempre fatto innamorare gli artisti. Claude Monet dipinse la sua spiaggia, Gustave Flaubert ci passava le estati da ragazzo e Marguerite Duras visse a lungo nella residenza Les Roches Noires, affacciata sul mare. Camminando sul lungomare si capisce bene perché: la luce qui cambia ogni ora e sembra fatta apposta per essere dipinta o raccontata.
Le mie tappe del cuore a Trouville
- il mercato del pesce e un pranzo a base di frutti di mare
- una passeggiata tra le ville del lungomare
- le stradine del centro, con piccoli negozi e bistrot
- il tramonto dalla spiaggia, con le luci di Deauville dall’altra parte del fiume

Prima di partireI miei consigli prima di partire
Come arrivare. Da Parigi c’è il treno diretto dalla stazione Saint-Lazare fino a Trouville-Deauville, che si trova proprio tra le due cittadine. Il viaggio dura circa due ore.
Quanto tempo. Un weekend lungo è perfetto: potete dormire da una parte e attraversare il ponte a piedi ogni volta che volete.
Quando andare. Da maggio a settembre per godersi la spiaggia e i parasole; a inizio settembre c’è il Festival del Cinema Americano. In autunno e in inverno è più tranquilla e romantica.
Da abbinare. A pochi chilometri c’è Honfleur, con il suo porticciolo di case colorate. Con qualche giorno in più, la Normandia vi aspetta con Étretat, Mont-Saint-Michel e le spiagge dello Sbarco.
Deauville vi farà sentire in un film,
Trouville vi farà sentire a casa.
Ed è proprio questo il bello: in una sola passeggiata si attraversa un ponte e si cambia mondo.
Il videoGuarda il reel
Volete vedere Deauville e Trouville con i vostri occhi? Vi porto con me in questo reel.
Sognate un viaggio in Normandia costruito su misura, con il ritmo giusto per voi?
Scrivetemi: lo prepariamo insieme.
Francesca Demi
Consulente di viaggio Cartorange

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